Programma educativo McKenzie: Parte C
DIAGNOSI E TERAPIA MECCANICA
PARTE C: SOLUZIONE DEI PROBLEMI
OBIETTIVI DEL CORSO
Questo è un corso di tre giorni tipo workshop pratico che vuole coinvolgere la partecipazione degli studenti nella soluzione dei problemi, e nella classificazione e gestione dei pazienti con disturbi del rachide. Durante il corso ci sarà anche la presentazione di pazienti complessi. Saranno affrontati i problemi/difficoltà percepiti dagli studenti o individuati dall’istruttore. Saranno approfondite le indicazioni e controindicazioni per l’uso della terapia meccanica in generale, ed in particolare per le tecniche del clinico. Saranno insegnate e provate le procedure di autotrattamento e le tecniche del clinico. I partecipanti al corso sono pochi per permettere un rapporto adeguato insegnante/studenti sia nella soluzione dei problemi che nella pratica delle tecniche.
A seguito di una partecipazione attenta e completa questo modulo del corso fornirà ai partecipanti una conoscenza, capacità ed abilità intermedia per:
1. Identificare e risolvere i problemi più comuni nella valutazione e classificazione iniziale McKenzie dei pazienti con disturbi del rachide.
2. Identificare e risolvere i problemi più comuni nella progressione del trattamento dei pazienti con disturbi del rachide.
3. Sapere quando è richiesta l’applicazione delle forze del clinico per l‘abolizione dei sintomi, secondo il concetto McKenzie della “Progressione delle Forze”.
4. Eseguire accuratamente alcune tecniche del clinico di livello intermedio per la colonna.
5. Conoscere le controindicazioni per le tecniche suddette.
Durata: 3 giorni
Orario: 8.30 - 17.00
Costo: € 405.00 + IVA 20% per fisioterapisti/ € 505.00 +IVA 20% per medici
Numero Partecipanti: minimo 22 - massimo 26
Requisito richiesto: attestato di frequenza ai corsi
McKenzie Parte A, Parte B
1° GIORNATA
08.30 Registrazione – Introduzione
09.00 Elaborazione e discussione: aree di difficoltà trovate dal gruppo
10.30 Intervallo
10.45 Aree di difficoltà diagnostica
11.30 La valutazione della colonna lombare
12.30 Intervallo
13.30 1° Paziente: caso lombare
14.30 Sessione pratica: procedure lombari
15.30 Intervallo
15.45 Sessione pratica: procedure lombari
16.45 Discussione - Conclusione
2° GIORNATA
09.00 Discussione sul paziente
10.00 Sessione pratica: procedure lombari
10.30 Intervallo
10.45 Sessione pratica: procedure lombari
11.30 2° Paziente: caso cervicale
12.30 Intervallo
13.30 Rivalutazione del 1° paziente
14.00 La valutazione della colonna cervicale
15.30 Intervallo
15.45 Sessione pratica: procedure cervicali
16.45 Discussione - Conclusione
3° GIORNATA
09.00 Discussione sui pazienti
10.00 Sessione pratica procedure cervicali
10.30 Intervallo
10.45 Rivalutazione del 1 paziente
11-10 Rivalutazione del 2 paziente
11-30 Sessione pratica procedure cervicali
12-30 Intervallo
13.30 Il mal di testa origine cervicale
14.30 La valutazione della colonna toracica
15.15 Intervallo
15.30 Sessione pratica procedure toraciche
16.00 Questionario di valutazione
16.30 Riepilogo - Conclusione
Indice
MODULO UNO: AREE CRITICHE E GUIDA ALLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI
MODULO DUE: REVISIONE DELLA VALUTAZIONE
MODULO TRE: PROGRESSIONE DELLE FORZE
MODULO QUATTRO: ESERCITAZIONE COLONNA LOMBARE
MODULO CINQUE: ESERCITAZIONE COLONNA CERVICALE
MODULO SEI: ESERCITAZIONE COLONNA TORACICA
MODULO SETTE: CASI STUDIO
MODULO OTTO: DERANGEMENT PRATICA
APPENDICE: BIBLIOGRAFIA RECENTE – MAGGIO 2007
MODULO UNO:
AREE CRITICHE E GUIDA ALLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI
OBIETTIVI
Con tempo e pratica adeguati, i partecipanti potranno raggiungere i seguenti obiettivi:
Identificare e risolvere i problemi più comuni nella valutazione iniziale e nella classificazione McKenzie dei pazienti con disturbi del rachide.
Identificare e risolvere i problemi più comuni nella gestione dei pazienti con disturbi del rachide.
1. Confrontare le aree di difficoltà individuali con quelle più comunemente descritte.
2. Analizzare le aree di difficoltà più comuni della Diagnosi e Terapia Meccanica riuscendo a trovare le soluzioni appropriate.
MODULO DUE:
Revisione della Valutazione
OBIETTIVI
Con tempo e pratica adeguati, i partecipanti potranno raggiungere i seguenti obiettivi:
1. Comprendere e saper utilizzare il significato clinico delle diverse componenti della sezione Raccolta della Storia della scheda di valutazione McKenzie.
2. Comprendere e saper utilizzare il significato clinico delle diverse componenti della sezione Esame Fisico della scheda di valutazione McKenzie.
3. Saper utilizzare la terminologia McKenzie nel completare la scheda di valutazione.
4. Valutare un scheda di valutazione McKenzie essendo in grado di individuare la corretta classificazione.
5. Valutare correttamente le componenti del processo di rivalutazione per programmare la gestione appropriata dei pazienti con disturbi della colonna.
MODULO TRE:
PROGRESSIONE DELLE FORZE
OBIETTIVI
Con tempo e pratica adeguati, i partecipanti potranno raggiungere i seguenti obiettivi:
1. comprendere e dimostrare il ruolo della progressione delle forze nella gestione dei pazienti secondo i principi della MDT.
2. determinare quando è richiesta una progressione di forza nella gestione di un paziente secondo i principi della MDT.
3. Spiegare l’importanza della progressione delle forze per i test di sicurezza pre manipolativi.
4. descrivere la sequenza delle progressioni di forza per ognuno dei principi di trattamento.
MODULO QUATTRO:
ESERCITAZIONE COLONNA LOMBARE
OBIETTIVI
Con tempo e pratica adeguati, i partecipanti potranno raggiungere i seguenti obiettivi:
1. Conoscere le procedure di autotrattamento per la colonna lombare e affrontare i problemi più comuni.
2. Eseguire le procedure del clinico per la colonna lombare (ad esclusione delle manipolazioni) ed affrontare i problemi più comuni.
3. Descrivere e conoscere i problemi più comuni relativi al ripristino della funzione nella colonna lombare.
MODULO CINQUE
ESERCITAZIONE COLONNA CERVICALE
OBIETTIVI
Con tempo e pratica adeguati, i partecipanti potranno raggiungere i seguenti obiettivi:
1. Conoscere le procedure di autotrattamento per la colonna cervicale e affrontare i problemi più comuni.
2. Eseguire le procedure del clinico per la colonna cervicale (ad esclusione delle manipolazioni) e affrontare i problemi più comuni.
3. Descrivere e conoscere i problemi più comuni relativi al recupero della funzione della colonna cervicale.
MODULO SEI:
ESERCITAZIONE COLONNA TORACICA
OBIETTIVI
Con tempo e pratica adeguati, i partecipanti potranno raggiungere i seguenti obiettivi:
1. Conoscere le procedure di autotrattamento per la colonna toracica e affrontare i problemi più comuni.
2. Eseguire le procedure del clinico per la colonna toracica (ad esclusione delle manipolazioni) ed affrontare i problemi più comuni.
3. Descrivere e conoscere i problemi più comuni relativi alla gestione delle sindromi McKenzie a livello della colonna toracica.
MODULO SETTE:
CASI CLINICI
OBIETTIVI
Con tempo e pratica adeguati, i partecipanti potranno raggiungere i seguenti obiettivi:
1. Studiare i casi clinici presentati sulle schede di valutazione McKenzie e individuare la possibile diagnosi: sindrome da derangement, dysfunction e postural.
2. Studiare i casi clinici presentati sulle schede di valutazione McKenzie e individuare la presenza di Red Flags.
3. Studiare i casi clinici presentati sulle schede di valutazione McKenzie e individuare la presenza di altri disturbi della colonna.
4. Fare un piano di gestione per le classificazioni provvisorie individuate nei casi clinici forniti.
MODULO OTTO:
DERANGEMENT PRATICA
OBIETTIVI
Con tempo e pratica adeguati, i partecipanti potranno raggiungere i seguenti obiettivi:
1. Spiegare la gestione e dimostrare le procedure usate per la sindrome da Derangement.
2. Conoscere vantaggi e svantaggi delle diverse possibilità di utilizzo delle procedure riduttive che possono essere usate nella gestione del derangement.
3. Comprendere perchè le forze sagittali possono peggiorare alcuni tipi di derangement , e conoscere le procedure riduttive alternative che possono essere applicate.
4. Riuscire a differenziare i derangement con sintomi unilaterali/asimettrici al di sotto del ginocchio dalla Radice Nervosa Aderente e conoscere le procedure di test e di gestione usate per le due diverse presentazioni.
5. Sapere quali differenze ci sono nella gestione dello shift controlaterale e dello shift omolaterale.
APPENDICE:
BIBLIOGRAFIA RECENTE – MAGGIO 2007
Snook SH, Webster BS, McGorry RW (2002). The reduction of chronic, non-specific low back pain through the control of early morning lumbar flexion: 3-year follow-up. J Occupational Rehab 12.13-19.
3-year follow-up of previous study with 62% of subjects still restricting bending activities in the early morning and claiming benefit.
May S, Littlewood C, Bishop A (2006). Reliability of procedures used in the physical examination of non-specific low back pain: a systematic review. Aus J Physio 52.91-102
48 studies met the inclusion and exclusion criteria, and were grouped under types as: palpation, symptom response, observation, classification system. Very few physical examination procedures were deemed to be consistently reliable at threshold of reliability coefficient of 0.85. At reliability coefficient 0.70 evidence about pain response to repeated movements changed from contradictory to moderate evidence for high reliability. The McKenzie classification system had contradictory reliability; of 3 high quality studies 2 demonstrated reliability one did not – the study demonstrating lack of reliability used inexperienced therapists with limited / no training in MDT.
Gutke A, Ostgaard HC, Oberg B (2006). Pelvic girdle pain and lumbar pain in pregnancy: a cohort study of the consequences in terms of health and functioning. Spine 31.E149-E155.
Descriptive study of types of back pain in pregnancy with use of MDT evaluation to identify mechanical lumbar responders. Results are presented as back pain per region regarding lumbar and / or pelvic and consequent disability.
Fazey PJ, Song S, Monsas A et al (2006). An MRI investigation of intervertebral disc deformation in response to torsion. Clin Biomech 21.538-542.
MRI investigation of 3 asymptomatic women showing that in most instances extension caused anterior deformation of nucleus, flexion posterior deformation, and left rotation deformation to the right.
O'Sullivan P, Dankaerts W, Burnett A et al (2006). Evaluation of the flexion relaxation phenomenon of the trunk muscles in sitting. Spine 31.2009-2016.
In 24 healthy volunteers neutral lordotic sitting posture facilitated multifidus and internal oblique muscles, whereas slumped sitting caused a significant decrease in their activity. Activity of erector spinae varied during slumped sitting in some it increased and in some it decreased.
Rosenfeld M, Seferiadis A, Gunnarsson R (2006). Active involvement and intervention in patients exposed to whiplash trauma in automobile crashes reduces costs. A randomized controlled clinical trial and health economic evaluation. Spine 31.1799-1804.
An economic evaluation of previous study that showed that costs were significantly lower for the active intervention group at 6 and 36 months, as well as being more effective.