Dolori Vertebrali
"Sono pochi i fortunati che non soffrono di mal di schiena o di collo"
Per il solo fatto di vivere su questo pianeta, puoi entrare a far parte di quella schiera di 80 persone su 100 che soffrono di mal di schiena o di collo. Queste 80 persone non differiscono tra loro per il lavoro che svolgono; al loro interno sono egualmente rappresentati sia chi svolge un lavoro sedentario, sia chi ne ha uno molto attivo. Se però sei di sesso maschile ed hai più di 30 anni, allora le tue probabilità crescono.
D'altronde, se ne hai già sofferto, non te ne devi ritenere immune, le statistiche dicono che a circa 90 persone su 100 il mal di schiena ritorna. A volte ritorna in un modo diverso e più invalidante: coinvolgendo l'arto inferiore con la cosiddetta sciatica. Anche nella colonna cervicale i sintomi possono irradiarsi, logicamente lungo l'arto superiore con la cosiddetta cervico brachialgia.
Eppure non ti sembra di fare cose così strane, tali da produrti questi sintomi: non hai subito traumi nè incidenti, non fai cose avventate.
Per chiarire quanto poco si sappia sui meccanismi che scatenano il mal di schiena o di collo, basta ricordare che all'incirca nel 60% dei casi il paziente non è in grado di riferire un movimento, un trauma, qualche cosa insomma che, di diverso dal solito ed avvenuto nei momenti immediatamente precedenti all'insorgere del mal di schiena o di collo, lo possa giustificare.
L' estrema difficoltà nel capire la causa del dolore e quali siano le strutture anatomiche che originano la sintomatologia, si trasferisce pari pari nel campo della terapia. C'è chi dice caldo e chi freddo, chi racconta di essere stato a riposo e chi invece dice di aver fatto ginnastica, chi ha assunto dei farmaci allopatici e chi si è curato con l'omeopatia, chi è stato dal chiropratico e chi dal massaggiatore, chi ha svolto delle sedute di elettroterapia antalgica e chi invece ha trovato benefici dalla riflessoterapia; non è raro trovare anche chi, non avendo trovato aiuto dalla medicina ufficiale, si reca dal pranoterapeuta.
IL MAL DI SCHIENA, ALCUNI DATI:
Costo: 1000 miliardi di lire nel 1995 per la Gran Bretagna, comprensivo di iter diagnostico, terapie, cassa malattia, eventuale stipendio del sostituto
Tasso di crescita: negli U.S.A.dal 1957 al 1976, 14 volte l'incremento demografico
Decorso della malattia per la zona lombare: di tipo autolimitante. Il 44% dei pazienti che hanno un episodio acuto guariscono in 1 settimana, l'86% in un mese, il 92% in due mesi e questo indipendentemente dal tipo di terapia
Recidive: il 90% delle persone che hanno avuto mal di schiena avranno delle ricadute. Nel 35% dei casi una fastidiosa lombalgia si trasformerà in una ben più invalidante sciatica! Anche nella zona cervicale i sintomi tendono, nel tempo, a portarsi, lungo il braccio, più lontano dalla colonna.
Tenendo a mente le due caratteristiche dei dolori vertebrali: autolimitazione e recidive, per affrontare questo problema non solo occorre curare l'episodio in corso, ma anche prevenire le ricadute. Questo semplice cambiamento di punto di vista comporta un salto qualitativo molto grande nella terapia e nel coinvolgimento del paziente: certo ti rivolgi a personale qualificato per curare questo episodio doloroso, ma poi sei tu che devi prenderti cura dei tuoi sintomi, ci sei tu quando la sottoponi a quel tipo di sollecitazioni che insieme al tuo fisioterapista o medico hai scoperto essere negative.
Poichè nel 60% dei casi non esiste un episodio scatenante ben identificabile, con ogni probabilità la causa è in nuce nei movimenti e nelle posizioni che assumiamo durante la nostra vita di tutti i giorni. Questi movimenti e posizioni non sono dannose di per sè ma lo diventano quando vengono ripetuti o mantenute al di là delle possibilità della schiena o del collo di resistere.
Pensando a come trattiamo la nostra colonna da quando siamo nati, forse c'è da stupirsi non tanto perchè soffriamo, quanto perchè il dolore ci abbia risparmiato sino ad ora.
La metodologia McKenzie (dal nome dell'ideatore: Robin McKenzie, fisioterapista Neo Zelandese), affronta i dolori vertebrali curando l'episodio in corso ma soprattutto educando il paziente a prevenire le ricadute. Nella cura e nella prevenzione, l'arma vincente è l'autotrattamento. Gli esercizi terapeutici e le posture, frutto di una attenta analisi individuale effettuata dal fisioterapista,dovranno essere svolte ripetutamente, ogni giorno dal paziente stesso. A lui viene demandato il potere (e la responsabilità) della cura.
Anche se tutti quanti abbiamo l'80% di probabilità di andare incontro a dolori vertebrali, non tutti, nell'esercizio della loro professione o nel tempo libero, sollecitano allo stesso modo la loro colonna vertebrale. Due cose però, ci accomunano: la posizione seduta prolungata e la graduale diminuzione del movimento della colonna in una direzione dello spazio: l'estensione o piegamento indietro.
Iniziamo dalla posizione seduta, allo scopo di analizzare questa sollecitazione posturale e renderla il meno negativa possibile per la nostra schiena ed anche per il nostro collo.
La posizione seduta: (ciascuno mentre avanza nella lettura pensi a quante ore ci sta ogni giorno) è una posizione che, se mantenuta a lungo, pone la colonna vertebrale in posizione scorretta (vedi Fig. 3.1; n.b. tutte le figure citate sono tratte dal libro: Prendersi cura della propria schiena di R. McKenzie, vedi un poco tu se riesci a far mettere anche delle figure o disegni sull'articolo), determinando delle distorsioni nelle strutture più profonde della colonna vertebrale. Le modificazioni che avvengono possono determinare dolore che, partendo dalla zona lombare o cervicale, può progredire sino al di sotto del ginocchio o del gomito.
Il cambiamento di localizzazione dei sintomi, che vengono percepiti in zone mano a mano più lontane dalla colonna vertebrale, ha il significato di una progressione della distorsione delle strutture vertebrali più profonde. Può accadere che mi sieda in ufficio ed inizi ad avere dolore lombare o cervicale, poi man mano che la giornata va avanti il dolore si sposta più distalmente alla colonna. La schiena o il collo ci stanno dicendo che quella posizione è negativa e mantenerla peggiora la sintomatologia, allontanandola dalla colonna vertebrale (Vedi fig. 4.0: centralizzazione e periferalizzazione dei sintomi). Spesso accade che, dopo essere stati seduti, quando ci si alza, la schiena o la zona cervicale non si raddrizzi con la consueta scioltezza ma sembra essere diventata più rigida. Il dolore, passando da seduto all'impiedi, aumenta. Qualcosa si è distorto all'interno della colonna ed ha difficoltà a ritornare alla sua posizione.
Il colpo dela strega non è altro che la manifestazione dell'assoluta incapacità da parte delle strutture distorte, di ritornare nella loro posizione fisiologica, impedendo così alla colonna di raddrizzarsi.
Come agire? la cosa migliore è quella di prevenire: bisogna stare seduti diritti, mantenendo la lordosi fisiologica, mantenendo cioè, anche in posizione seduta, quella curvatura sia nella colonna cevicale che nella parte bassa della schiena che ciascuno ha quando sta in posizione eretta. State seduti su una una sedia fornita di schienale, utilizzando un rotolo lombare McKenzie (vedi figura 3.12). E' un cuscino che il paziente posiziona all'altezza della vita e che dà una spinta meccanica per mantenere nella schiena la lordosi fisiologica. Riacquistando la lordosi lombare fisiologica, anche la colonna cervicale si pone in una posizione più corretta.
I cuscini lombari sono di diverse forme, a seconda delle caratteristiche antropometriche dei pazienti, ma ogni cuscino ha lo stesso scopo: mantenere la lordosi lombare che si ha quando si sta in posizione eretta.
Mantenere la colonna nella posizione corretta da seduti, permette di ottenere due risultati: 1) evitando o riducendo le modificazioni nelle strutture della colonna, determina la scomparsa o diminuzione del dolore. Occorrà quindi una sollecitazione più prolungata per farlo comparire; 2) la mancata sollecitazione negativa alla schiena o al collo ci permette di affrontare gli sforzi successivi senza che provochino ripercussioni negative. Si evita che si verifichi la seguente scenetta: si sta seduti a lungo in modo scorretto, magari in macchina, poi ci si china per prendere qualcosa nel bagagliaio e ... immediatamente si senta dolore e non ci si riesca più a raddrizzarsi. Uno sforzo: sollevare una valigia dal bagagliaio, che di solito si riesce a fare senza problemi, proprio perchè ho tenuto la colonna nella posizione scorretta, risulta essere la sollecitazione che fa la differenza.
Può avvenire che, benchè sia nella posizione corretta, la schiena o la zona cervicale possa dolere; occorre interrompere frequentemente la posizione seduta, ogni 30 minuti alzatevi e sgranchitevi!
Prendetevi cura della vostra schiena e del vostro collo: state seduti dritti, alzatevi ogni 30 minuti e sgranchitevi, vincete l'assenza di movimento che caratterizza la nostra vita di uomini "civili" muovendovi più spesso e più a lungo!
Diminuzione del movimento nella direzione dell'estensione o piegamento indietro:
esistono dei movimenti della nostra colonna vertebrale che raramente vengono effettuati durante le nostre normali giornate: sono tutti quei movimenti che fanno sì che la nostra schiena o il collo si pieghino all'indietro. Ci viene naturale farlo, per rilassare la schiena dopo un viaggio un pò lungo in macchina o dopo essere stati piegati in avanti in modo continuativo. Non fare mai questo tipo di movimenti, determina l'incapacità della nostra schiena di piegarsi all'indietro. La schiena o il collo si fanno più rigidi... è il primo passo verso il dolore.
Che cosa fare?
Schiena:
Occorre estendere la schiena piegandola all'indietro. Lo si può fare in modo progressivo seguendo i seguenti passi:
mettersi sdraiati proni (esercizio 1 del libro)
da proni sistematevi in appoggio sui gomiti (esercizio 2)
utilizzando le braccia effettuate, come nella figura, ripetuti piegamenti all'indietro. Iniziate lentamente ed in progressione cercate di raggiungere la massima escursione possibile di movimento, ripetilo almeno 10 volte (esercizio 3)
se, durante la giornata, non hai la possibilità di metterti sdraiato, puoi piegarti all'indietro in stazione eretta, ripetilo almeno 10 volte (esercizio 4).
Effettuare questi movimenti serve a mantenere la schiena elastica ed a bilanciare le distorsioni che avvengono nella nostra schiena, indotte dai continui movimenti di flessione in avanti che facciamo durante una nostra normale giornata: da quando ci chiniamo sul lavandino al mattino per lavarci la faccia a quando, la sera, ci chiniamo per toglierci scarpe e calze e metterci a letto.
Collo:
anche in questo caso occorre piegarlo all’indietro. Inizia con il seguente esercizio
retrazione: siediti ben diritto su una seggiola e spingi la tua testa indietro facendo il doppio mento. Stai attento a non sollevare né abbassare il mento stesso che deve spostarsi indietro senza alzarsi né abbassarsi, ripetilo almeno 10 volte (esercizio 1 Prendersi cura del proprio collo)
passa poi all’esercizio di estensione vera e propria andando a guardare in alto e dietro di te, partendo dalla posizione di retrazione che hai raggiunto con l’esercizio precedente, ripetilo almeno 10 volte (esercizio 2 Prendersi cura del proprio collo).
Ripeti gli esercizi cervicali 1 e 2 più volte durante la giornata per aiutarti.
Le correzioni posturali e gli esercizi qui proposti per i problemi lombari e cervicali, non sono la panacea per tutte le persone che soffrono. Se prenderti cura della tua schiena o del tuo collo nel modo qui prospettato non ti aiuta, hai bisogno di un fisioterapista o di un medico competente di problemi meccanici della colonna; con lui metterai a punto il programma di esercizi e di correzioni posturali a te più adatto.
Per trovare il professionista a te più vicino o per avere informazioni sui rotoli lombari o sul libro ove sono contenuti tutti gli esercizi di autotrattamento qui dimostrati, puoi telefonare al: The McKenzie Institute - Italia, tel 02 29536191.